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giovedì 9 giugno 2011

Too young to die this summer #2 playlist

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[0] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


E’ caldo, è estate, qualche nuvola non allontanerà la nostra voglia di ciabatte e magliette leggere e di musica, di tanta musica vecchia e nuova per ballare, per fare all’ammmore, per cantare ubriachi in macchina, sotto la doccia, sopra l’asciugamano, tra le onde e sotto al solleone. Insomma la tanta musica ce la mettiamo noi sei (clonio, fango, frappa, jamaislameme, uds e v), il resto tocca a voi a mettercelo!

Quindi, Signore e Signori, Lettrici e Lettori, Internaute ed Internauti, dopo il primo volume di “Too Young To Die This Summer”, uscito esattamente un anno fa, VI presentiamo con orgoglio “Too Young To Die This Summer #2” con tanto di copertina provided by Skiribilla, mica cazzi..

Ci hanno chiesto di mettere musica di più vario genere, l’abbiamo fatto! Sei Playlist che vanno dal punk-rock, al malinconico revival, dall’elettronica al soul, dal rock più cupo a quello più spensierato, che altro aggiungere..

Buon Download, Buon Ascolto e Buon tutto il resto!

clonio - clonio.tumblr.com:
Alessandro mannarino - L’era Della Gran Pubblicite’
Beastie Boys - Lee Majors Come Again
Cat’s Eye - Face In The Crowd
Discodeine - Singular (feat matias aguayo)
Hjaltalín - Feels Like Sugar
Mother Mother - Chasing It Down
Our Hearts Are Wrong - Jessica Lea Mayfield
Tune Yards - Es-So
William Fitzsimmons - I Kissed a Girl

fango - fango.tumblr.com:
Matthew Dear - Little People (Black City)
Caribou - Odessa
Cults - Abducted
The Black Angels - River of Blood
The Dandy Warhols - Get Off
Paolo Benvegnù - Love is Talking
Fleet Foxes - Helplessness Blues
The Antlers - I Don’t Want Love
S. Carey - In The Dirt
Bon Iver Calgary

frappa - solodascavare.tumblr.com:
Rage Against The Machine - Testify
Bad Religion - Punk Rock Song
Disturbed-Down with the Sickness
Korn - Clown
Lagwagon - Angry Days
No Use For a Name - Coming Too Close
Ramones - Touring
Silverchair Pure Massacre
Skunk Anansie-Charlie Big Potato
The Presidents Of The United States Of America - Peaches
BonusTrack -> Kotton Fuck - Welcome

jamaislameme - jamaislameme.tumblr.com:
Curtis Mayfield - Move On Up
Finley Quaye - Even After All
Malachai - How You Write
Max Romeo - Chase the Devil
Mos Dub - Travellin’ Underground
Neon Indian - Laughing Gas
Nicolas Jaar - Space Is The Only Noise If You Can See
Nina Zilli - No Pressure
The Day Life - End of the Day
Wise Blood - Strt Srns

uds - uds.tumblr.com:
air - all i need
bloc party - flux
devics - red morning
jovanotti - luna di città d’agosto
ryan adams - lovely and blue
the bravery - an honest mistake
the delays - lost in a melody
the smiths - some girls are bigger than others
tribalistas - ja sei namorar
white town - your woman
BonusTrack -> commovente, seppur breve

v - solodascavare.tumblr.com:
Vampire - Weekend-Cousins
Alex Turner - Piledriver waltz
Daniele Silvestri - L’Appello
DiMartino - Cercasi anima
Sikitikis - Tsunami
The R’s - Rodolfo
Soundcheck - WDFFIL
The Strokes - Machu Picchu
The Temptations - My Girl
The Wombats - Our Perfect Disease
BonusTrack -> Foo Fighters - Walk

[Too Young To Die This Summer #2 - Megaupload]

martedì 19 ottobre 2010

L'ultimo delle luci

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Stessa identica struttura di tutti gli altri suoi pezzi, scrittura come al solito interessante (anche se solo a tratti), ma il giochino c'è venuto decisamente a noia.

Segnalo l'iniziativa di Solo Macello. Mi sembra un pochino esagerato, ma posso capirlo. Qualcuno dice già lo stesso anche di Brunori Sas.

sabato 16 ottobre 2010

I'm Batman (shhh)

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mercoledì 13 ottobre 2010

A last concert to sad eyes (one year after)

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[1] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


Così, circa un anno fa, io e V. sul concerto dei Sophia a Roma. Mi sembrava bello ricordarlo, tante cose sono cambiate ma a guardare il video sul sito della Rai (non scherzo) provo esattamente le stesse emozioni, anche se le esprimerei in maniera abbastanza differente.

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Questo concerto che..
Del disco che rispetto agli altri..
La band dimostra una..
Se c'è una cosa che m'è piaciuto leggere di recente in un blog musicale è la citazione di Frank Zappa "parlare di musica è come ballare di architettura". E più o meno basta. Allora provo a raccontarvi l'evento senza partire da storie di amori finiti e ricerche di sé stessi, ma come se fossimo al bancone del Morgana a bere birra.

Roma, una settimana fa più o meno. Ci siamo appena fatti più di duecento km per un concerto, con la prospettiva di percorrerne altrettanti nottetempo. Insieme a me c'è un idolo delle teenagers e due paia d'occhi di quelli da mozzare il fiato. Perché non stiamo andando a vedere un concerto qualsiasi, del genere pogo e rutto libero, tantomeno da ascoltare in sottofondo mentre si sorseggia un mojito e si discorre di amenità. Stasera vedremo finalmente suonare i Sophia, in formazione completa più quartetto d'archi, e insomma c'è bisogno della giusta atmosfera, del giusto mood. Della giusta compagnia. Tempo una mezz'oretta e si uniscono a noi un altro paio d'amici, tra cui il mio socio su questo blog, sempre attento e presente quando si tratta di buona musica (anche se poi infila Brusco nelle playlist, ma questa è un'altra storia).

Ci godiamo nel giardino del Circolo degli Artisti una delle ultime serate tiepide di Roma, mentre dentro sta suonando Modì che, diciamocelo, non abbiamo alcuna voglia di ascoltare. "Conto fino a tre e se non basta conto anche per te", a me pare una filastrocca usata quando si hanno più o meno dieci anni per formare le squadre di calcetto, prima di una di quelle sfide epiche fatte in piazza, sul cemento, roba che se banalmente cadevi ti dovevano portare al pronto soccorso d'urgenza, alla faccia di chi oggi non gioca se pioviggina o ha il raffreddore. Tzè. Io però sono uno scassacazzi, si sa, quindi questa mia opinione non fa testo. Giusto il tempo che una bella ragazza si presenti al suddetto idolo delle teenagers, ricevendo come risposta "No, non ora, devo andare a vedere il concerto" che Robin Sheppard è già sul palco (sono passate da poco le dieci).

Io, non avendo visto (di proposito) neppure una performance live su YouTube, immaginavo che Sheppard stesse per tutta la durata del live con la faccia appesa che ha nelle foto promozionali e non dicesse una parola tra una canzone e l'altra. Invece al contrario, simpatico, brillante, esordisce con "Ciao Roma! I feel good tonight.. But don't worry, I'm even sooo sad!". Apprezziamo. Durante il concerto sentiamo un po' di tutto, brani vecchi e nuovi, Obvious, Dreaming, I left you, The river song, Storm Clouds, Oh my love, Swept Back, etc.. Tutti eseguiti magistralmente e con grande passione. Il Circolo si riempie quasi del tutto, il pubblico mi piace, generoso (giustamente) negli applausi e rispettoso quando il volume e le dinamiche s'abbassano. L'esecuzione di Leaving è uno dei momenti più tristi degli ultimi anni, insieme al primo bis suonato esclusivamente per chitarra acustica, voce ed archi. C'è tempo anche per una breve fase rodimento di culo finale con il chitarrista che suona svogliato e il batterista che dopo aver picchiato come un dannato lancia le bacchette con stizza dietro di sé, poi si alza e abbandona il palco senza salutare. Non essendoci niente per cui farsi rodere il culo, è probabilmente solo scena, cinque minuti di follia hard rock che alla fine di un concerto del genere ci stanno anche.

Metto da parte le parole e condivido un video di YouTube (ho visto gente filmare tutto il concerto), ripreso all'altezza del bancone, con tanto di avventori che ordinano "Una media e una piccola". Ovviamente non siamo noi. Avremmo ordinato due medie, chi è che prende ancora le birre piccole?



Torniamo a casa, Roma, don't blame us for leaving, ma è martedì, domani si lavora. Lo faremo di sicuro più soddisfatti, anche stavolta abbiamo dato e non passerà molto tempo per la prossima occasione. Magari vi racconterò anche quella, se la birra al Morgana ve la venite a bere davvero. Paga Orlando.
lunedì 11 ottobre 2010

Usate il napalm

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Ricordate chi sono stati i firmatari dell'emendamento 1707 all'articolo 380 del codice di procedura penale, emendamento che afferma la non sussistenza dell'obbligo d'arresto "per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali di lieve entità verso minori"? Gasparri, Quagliariello, Berselli, Mazzatorta, Bricolo, etc. No, tanto per dire..
martedì 5 ottobre 2010

Nonostante tutto

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Nonostante tutto esistono ancora i desideri, gli amici, il divertimento, l'amore, la passione, la trasparenza, le persone magiche con cui basta uno sguardo per capirsi, quelle che amano il viaggio e non la destinazione. Forse non per una coincidenza i nostri pensieri si stanno incrociando anche solo per un attimo. Mi piace vederla così. Spero non siano tutte illusioni... nonostante tutto!

Cinque anni fa moriva Caterina Farassino. La Fondazione che porta il suo nome continua a lavorare per l'assistenza a bambini e bambine in condizioni economiche disagiate, la protezione sotto il profilo fisico e morale dell’infanzia comunque abbandonata o priva di assistenza, lo sviluppo dell’istruzione e della cultura negli strati meno elevati della popolazione infantile.

venerdì 1 ottobre 2010

Qualche carro armato

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In teoria le cose dovrebbero andare così: io ho a cuore il bene del mio paese e voglio occuparmi dei suoi problemi, avere una parte attiva nei tentativi di risoluzione, e in proposito ho delle idee. Per farlo devo passare attraverso il meccanismo del voto, cioè devo convincere altre persone che sono l’uomo giusto; allora mi propongo, mi sottopongo, vengo eletto e così posso finalmente darmi da fare.
Ma in pratica le cose vanno che: io voglio occuparmi del paese, il perché sono cazzi miei. Oh, sì, certo: legalità, fraternità, patria, famiglia, viva la mamma. Va bene. Per farlo devo convincere altre persone che sono l’uomo giusto e dunque che cosa faccio? Semplice: Divento l’uomo giusto, ossia divento precisamente ciò che vogliono, è un meccanismo prettamente pubblicitario che rispecchia con precisione l’odierna politica dell’immagine: il politico sfigato e noioso perde; il politico carismatico e brillante vince. Ma non è solo questione di immagine. Per diventare l’uomo giusto devo anche avere le idee giuste, e le idee giuste sono quelle che già risiedono nella testa del mio elettore, lì pronte per essere sollecitate. Sceglierò quindi l’elettore più diffuso, per avere più voti; e in tutto il mondo, da sempre, l’elettore più diffuso è anche quello più ignorante e scemo. Che tipo di politico avrò allora al governo?

m.z. [link]
lunedì 27 settembre 2010

Il porcile

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Basta con Senatus Populusque Romanus, 'il Senato e il popolo romano', io dico 'sono porci questi romani'

Umberto Bossi, fondatore e leader di un partito che occupa sessanta (60) seggi alla Camera e ventisei (26) al Senato. Davvero.
Nella foto: veduta di un porcile.


foto: Serena Lucia Foschini
sabato 25 settembre 2010

Non rispetto le consegne

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Il tapiro e i suoi simili, in quanto oggetti "di cui il detentore" (e ovviamente ci riferiamo al trituraminchia) "si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi" rientrano a pieno titolo nella categoria "rifiuti" il cui smaltimento dovrebbe essere regolato dal D.L. n.152 3 aprile 2006 (in particolare alla voce Q14 "Prodotti di cui il detentore non si serve più" vedi Allegato A alla Parte Quarta).

Marco Ardemagni, su Facebook

Old but true

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I absolutely adore “Battlestar Galactica”. It’s my favorite show ever. Come on, it’s “The West Wing” with space battles.

Joss Whedon
martedì 14 settembre 2010

Perché mi ha fatto cagare

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Possiamo farci pippe per una dozzina di giorni su Somewhere, Leone d'oro sì Leone d'oro no, onanismo a duemila e non arriveremmo a niente.

Il film si propone di trattare temi più o meno esistenziali a mezzo di un'idolatrata star di hollywood: il ripetersi ciclico degli eventi come il giorno e la notte, il girare a vuoto con cui tutti ci confrontiamo nella vita, i lunghi tempi morti delle giornate che vuoi o non vuoi prima o dopo capitano.
Non si possono non apprezzare l'idea e l'iniziativa, fatto sta che voler rappresentare un susseguirsi di tempi morti girando un lungometraggio che è tutto un tempo morto è un po' troppo semplice e scontato. Mettiamola che la vera sfida per Sofia Coppola sarebbe stata quella di realizzare un film che mostrasse tutto quanto detto sopra e che non fosse di una noia mortale, una roba che non stai lì per un'ora e mezza a sperare che finisca il prima possibile o quantomeno che il protagonista vomiti.

Sarebbe stato un Leone d'oro un filino più credibile, ma tant'è.
lunedì 13 settembre 2010

Propaganda bolscevica

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Diatesi

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Solo i rivoluzionari all'indomani della vittoria e i grandi primitivi sanno scopare come si deve. Gli uni e gli altri hanno l'eternità in testa, scopano al presente dell'indicativo, come se dovesse durare per sempre. In qualsiasi altro posto al mondo si fotte al passato o al futuro, si commemora o si costruisce, ci si perpetua o ci si moltiplica, ma nessuno si occupa di se stesso.

d.p.
venerdì 10 settembre 2010

E' molto più difficile di quanto dovrebbe

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Il mercoledì nero di Minzolini. Il Tg1 perde 850mila spettatori.

La domanda è: di cosa hanno bisogno in Rai per decretare il fallimento, e la conseguente fine, di un'esperienza lavorativa? Ovvio, è più complicato di così, le nomine e ste padellate di cazzi con patate, ma non dovrebbe.

E Minzolini ha le idee chiare, il disastro non è frutto della faziosità a buon mercato, macché. Tutta colpa della "troppa politica" (giuro, ha detto così) nel TG1, e dell'intervista ad Antonio Di Pietro nonché, figurarsi, del servizio sulla Resistenza. Preambolo al fatto che si darà ancor meno spazio alla politica, in compenso dozzine di servizi sul gatto della Ferilli, le mete ideali per la settimana bianca, le torte di Nonna Papera.
lunedì 2 agosto 2010

Dire "fascista"

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La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta "Compound B", potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile).

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna
giovedì 8 luglio 2010

Noi facciamo girare

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Riporto quanto ricevuto via e-mail da un'amica:

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto. Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.

Ammutolisce.

Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.

Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.

Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente.

Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.

"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Loro non scrivono, noi facciamo girare.
giovedì 1 luglio 2010

In Polverini

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Ottime notizie dalla Regione Lazio. Certo, causa debiti si taglia la sanità e ci si avvia a un ulteriore aumento di Irpef e Irap, però la situazione non deve essere tanto malvagia se la nuove presidente, Renata Polverini, è riuscita a dare tredici nuovi posti di lavoro da 12 mila euro al mese a un gruppone di politici, formando una giunta quasi tutta di assessori esterni: significa in soldoni altra gente da pagare oltre ai già in sovrannumero 73 consiglieri.

Di più: la Regione Lazio si oppone ai sacrifici chiesti da Tremonti, ma le cose devono andare benone se negli uffici si assumono più persone di quante ne servano. Così, quando una componente dello staff del segretario generale, assunta da pochi giorni, (solo per caso giovane e bionda e non un impiegato sovrappeso, con la barba e stempiato) ha espresso il desiderio di andare in missione all’estero con il premier, la Polverini non ha risposto come avrebbe fatto il vostro capoufficio "ma qui come facciamo, siamo quattro gatti". No, ha detto "per carità, vai pure".

D’altra parte, pare, il presidente del Consiglio riteneva tanto importante offrire la possibilità a una neoassunta dalla Regione Lazio (solo per caso giovane e bionda e non un impiegato sovrappeso, con la barba e stempiato) di fare esperienza a Toronto al G20. La Regione Lazio deve passarsela molto bene e avere abbondanza di personale, perché in qualsiasi posto di lavoro se sei stato assunto da pochi giorni difficilmente ti beneficiano senza batter ciglio di un lungo permesso.

Non retribuito, permesso non retribuito, si è affrettata a precisare la Polverini (e ci mancherebbe pure il contrario, deve avere pensato l’impiegato sovrappeso, quello con la barba e stempiato).

solodascavare
giovedì 10 giugno 2010

Se l'amore è possedere, tutto diventa comprabile

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More about Il contagioLo stile descrittivo di Walter Siti si incastra bene nella realtà drammaticamente nichilista delle borgate. A metà tra un saggio e un romanzo, questo libro con i suoi personaggi, i luoghi, la precarietà, le marchette, gli espedienti, ti fa annusare la realtà di quella Roma che la gente fa finta di non vedere. Roma non è solo Alemanno e i salotti veltroniani, ve lo garantisco io che ho vissuto a due passi dal Tufello, e ve lo racconta Siti in un'altalenarsi di situazioni che mentre ti ci addentri senti che possono precipitare da un momento all'altro.
mercoledì 2 giugno 2010

Una cocaina a lento rilascio

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La cocaina è una meravigliosa interprete della visione occidentale del mondo, per questo è uno dei prodotti cardine della nostra economia. Appartiene alla new economy esattamente come l'informazione e le microtecnologie; se i cartelli internazionali della coca potessero quotarsi in Borsa, sarebbero tra i leader della finanza mondiale, nessun manufatto e nessuna materia prima assicurano così alti margini di profitto. Un prodotto di cui il cliente non può fare a meno è il sogno di qualunque pubblicitario. Come un circuito così coerente possa chiamarsi semplicemente un vizio, solo il dio dei conformisti lo sa. Se la cocaina è un vizio, allora lo sono anche il turismo patinato, il gossip, la moda del prêt-à-porter e degli accessori glamour ("toglietemi tutto, ma non il mio Breil"). Basta vedere come la cocaina funziona a livello neurologico.

La coca agisce sui recettori della dopamina, quel neurotrasmettitore che comunica al cervello le sensazioni di benessere; normalmente, i suoi recettori rimangono "aperti" per qualche frazione di secondo, mentre la cocaina li costringe a ritardare l'orario di chiusura, dunque ad amplificare e prolungare la beatitudine. Ma, costretti a questo superlavoro, molti recettori finiscono per atrofizzarsi e cadere, sicché i pochi che restano non riescono più a captare i piaceri di minore intensità (che sia una passeggiata mano nella mano, il fallimento di un commerciante rivale, un romanzo di Balzac o un rilancio fortunato a poker). Ogni piacere, da quel momento in poi, dev'essere speziato, sensazionale, clamoroso (come diceva ogni cinque minuti Mentana nel suo telegiornale). Escalation, insomma. Giovanni Rana, per conquistare il mercato cinese, ha dovuto alterare la formula della sua pasta ripiena, puntando su sapori piccanti, decisi, soprattutto a base di aglio. Google ci sommerge di un numero così spropositato di informazioni che siamo noi a dover gridare pietà; il muscoloso sta diventando enorme, il magro anoressico; qualunque piazza di paese si trucca da Times Square. Tutti stiamo aspettando che un reality abbia finalmente il coraggio di offrirci una morte in diretta: la società dello spettacolo è una cocaina a lento rilascio.

w.s.
lunedì 24 maggio 2010

And she would darken the memory

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Bisogna sempre cominciare da capo, come se niente fosse stato. Come se all'ottantottesimo di una finale di Champions League non si fosse in vantaggio di due gol, ma ancora sullo zero a zero. Mantenere un minimo di dignità quando le articolazioni vanno per conto loro e ci si ritrova in mezzo alla polvere è difficile, ma tentar non nuoce. L'importante è non osservarsi mentre ci si comporta in questo modo imbarazzante, farsi distrarre da sguardi languidi e baci a fior di labbra. Tanto non c'è nulla da salvare e i lividi guariscono in due giorni o tre.

Se decidi di svegliarti alle 5:30 e di andarti a privare per una notte di tutte le energie in un posto che è a cinquecento chilometri da casa (ma che senti esattamente come casa) è perché sai che ti ritroverai in un ambiente che è il tuo, di cui conosci i codici, in cui le tue mosse sono disinvolte e per questo non risaltano, dove le mani tese per aiutarti a rialzarti sono più di quelle che ti additano, o almeno più importanti, dove non hai una parte da interpretare nel modo giusto o sbagliato.

E il resto non conta, i vuoti di memoria, i dolori, le chiamate senza risposta alle 9 del mattino dopo e le frasi minatorie, i sogni rivolti a quella persona che ami e che è fatta per il 72,8% d'acqua, l'individualismo esasperato che non porta da nessuna parte e l'amore incondizionato che sai dare sempre nel momento peggiore, la strada del ritorno che è ogni volta più breve e i "tra noi non c'è niente da perdonare, non potevamo fare diversamente". Alla notte devi rispondere con la verità, e forse la verità è che per te, in qualunque momento possa arrivare la tua ora, non sarà mai troppo tardi per morire giovane. Te ne accorgi perché un altro Partyzan è passato, era il settimo compleanno e tu eri lì, in uno dei pochi luoghi di vera resistenza rimasti, uno dei pochi che ancora conta dei granelli inassimilabili, un covo di Basmachi più o meno inconsapevoli e di Dolores Ibárruri in erba. Tu eri lì e sai che non è un'impresa che rappresenta un grande passo per l'umanità. Ma dovrebbe. E non pe' provoca'.