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lunedì 3 novembre 2008

Communist counter

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[2] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Quello che succederà oggi è che Giulio Tremonti sarà molto soddisfatto dell'enorme mole di accessi al suo sito. Senza sapere che è tutta gente che controlla, speranzosa, se sia ancora down.
sabato 1 novembre 2008

Una "spinta" sacerdotale

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[6] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


Il polverone creato nei commenti a questa vignetta di Makkox è un po' la spia luminosa che si accende per indicarci che si sta perdendo vagamente il filo del discorso (e anche il lume della ragione). Pesantezza? Volgarità? Va bene, eccovele servite, in particolare nelle parole "patologie" e "ferite psichiche".

Che poi intervenga addirittura Filippo Facci con una trave nel culo che, come qualcuno ha fatto notare, è quello che ha fatto giornalismo d’inchiesta (??!?) sul cazzo e le scopate di Beppe Grillo, e, aggiungo io, prendeva tanti di quei calci in culo che ha dovuto chiudere i commenti ai suoi post, trovo sia quantomeno penoso.
lunedì 27 ottobre 2008

A key to the underworld

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[3] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Ci sono quelle cose bellissime e di cui difficilmente potresti fare a meno, ma che sai che sono sempre a disposizione e quindi finisci per darle per scontate. O peggio, per dimenticarle per periodi di tempo più o meno lunghi. E, capirete, non c'è niente di più sbagliato, perché quelli sono i pezzi dell'anima che è rimasta a coprirti il viso.
No, non è un altro post strappalacrime e straziante su amori sbagliati in partenza. Qui, stasera, si parla di musica. Di quella che sperimenta senza dimenticarsi di essere, appunto, musica. Di quella che ti sbatte in faccia e ti lascia tramortito per un interminabile minuto di silenzio.

Gli Zu non hanno bisogno di presentazioni. Se non li conoscete, accorrete al primo loro concerto nell'arco di 200 kilometri, non ve ne pentirete. Io li ho conosciuti nel 2003, durante la sesta edizione del Six Day Sonic Madness, quando ero ancora un semplice spettatore ignaro di quello che sarebbe stato un paio d'anni dopo. La loro esibizione la ricordo ancora bene, tanto mi colpì. L'anno scorso ho avuto l'onore di organizzare un loro concerto nel castello di Apice Vecchia, in occasione dello Stone Free. Un'esperienza mistica, anche semplicemente il poterci avere a che fare direttamente. Sono una delle realtà italiane maggiormente esportate all'estero, e di cui essere più orgogliosi.

Stamattina mi sono imbattuto nel video di una loro esibizione al Donaufestival, ho ricordato che con lo stesso pezzo, Mar glaciale artico, chiusero in maniera memorabile l'eccezionale performance dello scorso anno ad Apice. Per gli intenditori, di seguito il video di cui sopra e la versione studio del brano, nonché un video di un recente concerto (in collaborazione con Mike Patton) al Circolo degli Artisti di Roma, in cui a presentarli c'era nientedimeno che Danny De Vito (e non chiedetemi come fosse finito là).

Zu - Mar glaciale artico (live)


Zu & Mike Patton - Muro torto (live)


Zu - Mar glaciale artico (mp3)

Maplewedding

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[0] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Ma guardate che siamo a livello delle capre. Un banale caso di furto di password, crimine che in Giappone viene punito con una pena massima di cinque anni di carcere e circa 4000 euro di multa, e Repubblica.it titola "Uccide il marito virtuale, ma finisce in carcere davvero". Ma andate affanculo, andate..
sabato 25 ottobre 2008

Co' tutte ste foglie morte

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[5] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Mentre a Roma c'è na fracca de ggente e Berlusconi ha qualche problema ad esprimersi da Pechino, beccatevi l'immenso Zoro di ieri sera su Rai Tre.

Sulla rotta degli squali

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[1] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
A prescindere dalle ideologie politiche di qualsiasi tipo, il punto è che restare fermi sulle proprie posizioni ed insistere nel voler sostenere un decreto che trova lo sfavore della quasi totalità dei diretti interessati è sbagliato, illogico, non democratico, dico di più, fascista.

Sì, ci siamo rotti le palle.
mercoledì 22 ottobre 2008

Parlami ancora

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[3] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


Sono stato un tantino assente, lo so. Tocca pure scusarsi, che vi avevo abituato troppo bene. Non rispondo più alle mail, non rispondo più ai commenti, non posto più: bella merda. Però vi ho lasciato la pubblicazione programmata delle tre puntate di un racconto scritto un anno e mezzo fa, che finora avevano letto soltanto due persone (e non la diretta interessata, alle solite), su di una storia che per me è stata molto importante, quindi apprezzate almeno lo sforzo.

Provo a rimettermi in carreggiata e dico una cosa: sono stato al giorno più importante (dicono) della vita di una persona con la quale da piccolo ho diviso i giocattoli e la cameretta, che ho preso a pugni e a cui ho fatto scheggiare un dente, con cui ho parlato per nottate intere scambiandoci talvolta anche gli insulti più pesanti.
E' stato bello, è una di quelle cose che riscattano tutto quanto possa andare male in un anno. Ero quasi più emozionato di lei. Ho accompagnato sotto braccio una delle donne della mia vita (con buona pace delle mie ex, non parlo di voi) lungo la navata di un'abbazia (io!), ho indossato un vestito nel quale mi sentivo a disagio quasi quanto Hussain Bolt ad una convention della Lega Nord, ma con cui facevo la mia porca figura (tzè).

Ho pensato che un giorno, forse, toccherà anche a me, non qui, non ora, non così, ma non si può mai dire. Spero che colei che mi sarà accanto abbia la stessa felicità, la stessa luce negli occhi, che la notte precedente non faccia dormire suo fratello per l'agitazione per poi scaricarla non in un pianto, ma in un sorriso che si ricordi negli anni a venire.

Auguri.

lunedì 20 ottobre 2008

Un giro di re (3)

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[6] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


...segue

Ogni volta che tornavo a casa, di notte o al mattino dopo aver passato le ultime ore da te, pensavo alle nostre parole. Ai tuoi libri pieni di sottolineature per cogliere brevi frasi e renderle perenni, pieni di note a margine perché tra le pagine ci fosse scritta anche la nostra storia. O ai versi delle canzoni che ci rappresentavano. Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore… Pensavo a te che quando ti muovevi scivolavi tra le cose. Non avevo una percezione precisa di quello che sarebbe potuto essere, ma mi andava bene così. Prendevamo ciò che il tempo ci dava così come veniva. Come quando mi avevi trascinato in macchina alla ricerca di un borgo che ricordavi di aver visto anni prima e dopo un'ora ci eravamo ritrovati in un luogo non ben definito, lontanissimi dalla meta. Un posto che si chiama Marpione e che ci aveva fatto ridere. Non c'era altro modo di vivere ciò che naturalmente era nato e con la stessa naturalezza sarebbe finito.

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Guardavo in silenzio dalla finestra le cose scorrere, mi capita di farlo quando già conosco tutto il resto. Mi sorridevi, ma non serviva. Il buio stava scomparendo per cedere il passo a non più di cinque raggi di sole. Avevo avuto cura di noi per mesi, ma non era bastato. Faceva freddo ormai, dentro di noi ancor più che fuori. Abbiamo camminato scalzi sulla nostra storia, abbiamo riso di cose dette e mai dette, di note suonate. Avevamo avuto in comune una manciata di modi di fare e pochissimi nodi di vento a favore. Ti accarezzavo il viso mentre fumavi e nel fumo che soffiavi potevo leggere distintamente che il tuo respiro non mi sarebbe appartenuto ancora a lungo. Erano gli ultimi istanti di un amore dai contorni ben definiti a formare una linea chiusa, che avremmo presto ed inesorabilmente varcato.

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Dedicato a S., con il rimpianto di un saluto.
giovedì 16 ottobre 2008

Un giro di re (2)

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[1] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


...segue

Ti ho aspettata per un mese, orgoglioso del fatto che fossi io il custode di quell'attesa. Ho sognato quasi ogni notte la grazia con cui ti eri appoggiata con le mani sulle mie spalle per sollevarti in punta di piedi e stamparmi quel bacio poco al di sopra del sopracciglio. Ho immaginato il sapore delle tue labbra e mi è mancato come può mancare una cosa sconosciuta. Poi ti ho rivista, la pelle ambrata di un sole recente, la tua malinconia più lieve che si accompagnava a quella solarità che ancora non avevo conosciuto e che sarebbe stata l'affondo finale al mio cuore. Lo sguardo che ci siamo scambiati è stato unico. Mi hai abbracciato e quasi tremavi. Mi hai detto:

- Ho avuto paura.

Avevo subìto un incidente, pochi giorni prima. A niente erano valse le mie rassicurazioni telefoniche. Non si può essere felici di un incidente, ma quelle tre parole pronunciate guardandomi negli occhi mi hanno reso per un istante l'uomo più felice del mondo. Ti ho stretta a me e ti ho baciata sui capelli. Abbiamo aspettato che un altro cielo rosso sfumasse ai nostri occhi. Hai acceso una sigaretta di cui ricordo il sapore e quella sera nel fumo che soffiavi ho letto che il tuo respiro mi apparteneva. Abbiamo camminato per due ore. Dentro di noi pioveva, non si udiva un suono, si potevano vedere i nostri amori passati precipitare. Era buio e abbiamo osservato le ombre in un angolo luminoso perdere i contorni mentre svanivano. Ho sentito finalmente le tue labbra sulle mie. E quella sigaretta. Mi è piaciuto. Io odio il fumo, ma non ti avrei mai chiesto di smettere, se non altro per poter vedere ogni volta i capelli caderti davanti al viso mentre abbassavi la testa a cercare il pacchetto di Marlboro Light nella borsa, vederti scostarli spazientita e con l'attenzione che si riserva ai gesti più importanti. Intorno a noi c'era un mondo ovattato che ci ascoltava. Rannicchiato e quasi nascosto.

continua...
martedì 14 ottobre 2008

Un bel po' di spanne

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[2] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Makkox sta parecchio avanti a tutti gli altri autori o vignettisti di Macchianera. Ma anche un po' del resto dell'editoria e della blogosfera italiane.