Mi sono disteso a riposare sul mio letto e con la mia solita musica nelle cuffie, dopo aver buttato via un regalo insieme agli stracci e a pochi momenti trascorsi inutilmente insieme. Ho guardato fuori, ma questa volta cercando il cielo e le stelle.
Non so dove sto andando, so solo che ho centinaia di chilometri da percorrere, bendato e solo.
Le cose difficili sono la mia linfa vitale, ma stavolta mi gira la testa. Troppo facile dare la colpa all'ennesima sbornia.
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Forget it ever entered your life. Oh, no.
Couldn't let your broken voice speak
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09:30
[1] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
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Usitalia
Nel 2000 Silvio Berlusconi ancora non era stato eletto premier per la seconda volta. Mi correggo: Silvio Berlusconi non è mai stato eletto premier, in Italia non esiste il premierato, dal momento che non esiste neppure l'elezione diretta del Presidente del Consiglio. Per dire, potrebbero vincere i Radicali col 99% e dare il Governo in mano a me. No a me no perché non ho una certa età, se non erro almeno cinquant'anni o una cosa del genere, anche se non ci spieghiamo il perché.
E' il Presidente della Repubblica che investe della Carica il Presidente del Consiglio dei Ministri, il resto è prassi. In realtà sarebbe prassi anche che il Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere, il Governo e indicesse nuove elezioni qualora il Presidente del Consiglio dovesse per caso andare a donnine, minorenni, fosse indagato per corruzione, e altre decine di casi dai quali con una legge apposita stesse cercando di svicolare. Se succedesse una sola di queste cose qua.
Insomma, nel 2000 questo secondo sciagurato Governo con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio non era ancora in essere, ci crogiuolavamo nell'onanismo di una bicamerale vergognosa. Ci stavamo mettendo del tempo, forse un po' più del previsto, ma stavamo già creando un paese a uso e costume dei Fabrizio Corona, a stonare erano gli altri. Stefano Benni proprio nel 2000, in tempi maturi ma niente affatto sospetti, scriveva queste cose qui e vi consiglio di prendervi cinque minuti per leggerle, poi fate come vi pare:
E' il Presidente della Repubblica che investe della Carica il Presidente del Consiglio dei Ministri, il resto è prassi. In realtà sarebbe prassi anche che il Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere, il Governo e indicesse nuove elezioni qualora il Presidente del Consiglio dovesse per caso andare a donnine, minorenni, fosse indagato per corruzione, e altre decine di casi dai quali con una legge apposita stesse cercando di svicolare. Se succedesse una sola di queste cose qua.
Insomma, nel 2000 questo secondo sciagurato Governo con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio non era ancora in essere, ci crogiuolavamo nell'onanismo di una bicamerale vergognosa. Ci stavamo mettendo del tempo, forse un po' più del previsto, ma stavamo già creando un paese a uso e costume dei Fabrizio Corona, a stonare erano gli altri. Stefano Benni proprio nel 2000, in tempi maturi ma niente affatto sospetti, scriveva queste cose qui e vi consiglio di prendervi cinque minuti per leggerle, poi fate come vi pare:
Il paese esprime sempre una volontà di cambiamento, e questa è la miglior garanzia dell'immutabilità politica. Basta non cambiare mai, di modo che il popolo possa continuare a esprimere la sua volontà di cambiamento. Perciò in Usitalia si era deciso che tutti dovevano assomigliarsi, virtuosi e gangster, modernisti e passatisti, moderati e moderisti. Decine di facce promettevano, incominciavano, interrompevano, ribadivano le solite cose, dentro e fuori gli schermi, e in quel rutilante scorrere di nulla ogni cittadino trovava le sue ragioni e subito le dimenticava, e gli restava dentro solo l'eco di un disagio rabbioso. Così il Reame del Gangster Catodico e dei suoi maggiordomi neri e rosa, sembrava volere le stesse cose del Misterioso Grande Centro o del Monastero dei Beati Progressisti, identiche erano le orazioni, i rosari e le parolacce, identica la miseria di idee e la sudditanza ai forti. Chi aveva idee, in quel paese, se le portava addosso da solo, come una gerla, e le scambiava coi passanti. Per il resto, lotte da città a città e da ducato a ducato, tenzoni proporzionali e maggioritarie, fulmineo scorrere di risse e insulti poi trasformabili in alleanze e bicamerali con bagno, promesse d'odio eterno ed eterni compromessi, e poi referendi e tradimenti e rimpasti e ribollite e ribaltoni e insulti alla storia, alle vittime, ai deboli. Si demandava ai magistrati di giudicare quello che spetta a ogni coscienza civile: se ai potenti sia concesso qualsiasi reato e delitto. Sì, era la risposta, e ogni dignitoso sogno aveva abbandonato le anime di quel popolo, lasciandoli lieti di affidare la loro libertà a gangster e mafiosi, e sentirla minacciata dal mendicante all'angolo. La loro indignazione aveva respiro meno che settimanale, e durava più per un rigore non concesso che per un delitto non svelato. Sì, senza coscienza civile, senza storia, senza giustizia, la vita in quel paese aveva il lento scorrere di un funerale.
Parafrasando Bruno Lauzi
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00:07
[1] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
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Ascolto solo canzoni tristi,
perché quando sono felice esco.
The Twilight Singers - The lure would prove too much [youtube]
Luce accesa e poltroncine cigolanti
Noi gente d'essai. Grazie a Carlo Crudele.
Stè mi sta guardando con un sorriso sornione.
«Allora è fatta», mi dice.
«Ma che fatta e fatta», gli dico.
«Scusa, ci esci da una settimana», mi dice.
«Ma è un’amicizia. Cioè, lei vuole solo un’amicizia», gli dico.
«Parli così perché non ci hai provato», mi dice.
«Parlo così perché ci ho provato», gli dico.
«Vabeh, ma dove», mi dice.
«Al cinema», gli dico.
«Ci hai provato al cinema? Ma al cinema non vale», mi dice.
«Che vuoi dire?», gli dico.
«Che non vale: ti rifiuta perché sta guardando il film, c’è la scena d’azione, la trama è complessa, vuole vedere come va a finire, cerca di capire chi è l’assassino, pensa...», mi dice.
«Oh», gli dico.
«Eh», mi dice.
«Ci ho provato tra il primo e il secondo tempo», gli dico.
Fet' 'e scarrafon'
Eduardo De Filippo, Teatro, tomo di quattro commedie e 5 euro al banchetto sotto l'università.
Perestrojka
Una tendenza pericolosa di parte della scienza è quella di usare i progressi fatti nella manipolazione genetica per eliminare (in maniera più o meno graduale) in natura le diversità delle varie specie e pretendere di poterne produrre una perfetta. Non sto qui a fare discorsi su Dio e il creato che sposino le teorie medioevali della Chiesa sulle cellule staminali, figuriamoci. Per evitare di rimandare a questo, consideriamo piuttosto il regno vegetale.
La scienza è in grado (leggasi OGM e quanto ne segue) di produrre una mela, un tipo di mela, che racchiuda tutte le migliori caratteristiche degli altri tipi di mela e quasi nessun difetto. Figo, dite. No, perché un difetto resta: anche la nostra supermela, come tutte le altre specie di mele, ha un suo arco vitale e un giorno arriverà la sua fine. Avendo la scienza eliminato tutte le altre specie di mela, quelle imperfette, non ci sarà un altro tipo di mela, cresciuta in concorrenza, a prendere il suo posto e a far continuare la specie. In pratica, dopo la mela perfetta non ci saranno più mele. Remo Ruffini sintetizza brillantemente, e in maniera un po' lapidaria, il concetto: "Bisogna fare attenzione a non eliminare la concorrenza nella natura e a mantenere le differenze".
Ora astraiamo un attimo dalle mele, vi va? Pensiamo alle idee. E' esattamente la stessa cosa, è necessario, imperativo, mantenere la concorrenza delle idee preservando le differenze. Altrimenti presto non vi saranno più idee. Il ragionamento è ispirato a quanto scriveva Tiziano Terzani quasi venti anni fa, anticipando di fatto due decenni di storia:
La scienza è in grado (leggasi OGM e quanto ne segue) di produrre una mela, un tipo di mela, che racchiuda tutte le migliori caratteristiche degli altri tipi di mela e quasi nessun difetto. Figo, dite. No, perché un difetto resta: anche la nostra supermela, come tutte le altre specie di mele, ha un suo arco vitale e un giorno arriverà la sua fine. Avendo la scienza eliminato tutte le altre specie di mela, quelle imperfette, non ci sarà un altro tipo di mela, cresciuta in concorrenza, a prendere il suo posto e a far continuare la specie. In pratica, dopo la mela perfetta non ci saranno più mele. Remo Ruffini sintetizza brillantemente, e in maniera un po' lapidaria, il concetto: "Bisogna fare attenzione a non eliminare la concorrenza nella natura e a mantenere le differenze".
Ora astraiamo un attimo dalle mele, vi va? Pensiamo alle idee. E' esattamente la stessa cosa, è necessario, imperativo, mantenere la concorrenza delle idee preservando le differenze. Altrimenti presto non vi saranno più idee. Il ragionamento è ispirato a quanto scriveva Tiziano Terzani quasi venti anni fa, anticipando di fatto due decenni di storia:
Il comunismo, con la sua sacrilega aspirazione a cambiare l'uomo, ha ucciso milioni di uomini e ha, come un moderno Gengis Khan, seminato vittime di ogni tipo lungo il percorso della sua conquista. Eppure è anche vero che là dove non era al potere, ma restava come un'alternativa d'opposizione - nei paesi dell'Europa Occidentale, per esempio -, il comunismo non è stato solo distruttivo, ma anzi ha contribuito al progresso sociale della gente. Come sistema di potere, fondato sull'intolleranza e sul terrore, il comunismo doveva finire. Ma come idea di sfida all'ordine costituito? Come grido di battaglia di una diversa moralità, di una maggiore giustizia sociale? Che succederà ora che il mondo capitalista resta l'unica «specie» del suo genere? Che cosa succederà ora che tanti potenti, tronfi di vanagloria per aver vinto la guerra contro il comunismo, restano senza concorrenza, senza sfida, senza stimolo?
Tiziano Terzani, Mosca, 2 ottobre 1991
Equilibrio gravitazionale indifferente
Ho l'esperienza necessaria per accorgermi che mi sta capitando una cosa bella. E anche per sapere che sono sufficientemente una testa di cazzo da lasciarmela scappare.
Buona domenica, eh.
Buona domenica, eh.
Bellezza in prestito
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10:39
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Oggi parliamo di una bella persona. Se credete che vi farete i cazzi miei e di un mio amico di vecchia data siete fuori strada, ma di qualche dozzina di chilometri. I miei amici sono tutti brutti ceffi che rubano i motorini e dicono bella zio, ma sopratutto, non c'è bisogno di una conoscenza approfondita e duratura per accorgersi della bellezza di una persona. A volte basta imbattersi per un nanosecondo nella sensibilità, nella mente vivace e aperta, nell'animo non ingannevole. Per dire, a Piergiorgio capita spesso di conoscere persone magnifiche a pacchi nel mentre si fa cambiare venti euro. Ma non divaghiamo.
La bella persona di cui si parla oggi io non l'ho mai incontrata, so che si chiama Franca e dalla sua pagina aNobii che è sposata e vive a Milano, ma poco altro. E so di questa sua iniziativa. In parole povere, funziona così: voi scegliete un libro dall'ampio catalogo che trovate sul sito, lei ve lo invia per posta e (si presume) lo restituite dopo un mese. Vabbè, dite voi, ci arrivavamo dal nome del sito. Aspettate, che arriva la parte figa.
La parte figa sta in quel che Franca chiede in cambio: che sul libro prestato, quando torna al mittente (cioè a lei), sia scritta anche parte della vostra storia, oltre a quella già stampata in litografia offset. Sottolineature, annotazioni, biglietti del tram e cartoline allegate, tutto quanto possa raccontare di voi e di ciò che vi portate dietro nel mentre leggete il libro, che sia un istante appena trascorso o una vita intera, chissene.
Non so a voi, ma a me tutta la faccenda riempie di entusiasmo. Voi poi mi venite a rompere i coglioni che sono un illuso e un sognatore e penso di poter cambiare il mondo. Ma sapete che c'è, a me la fiducia la danno le persone così, pur non avendo mai avuto il piacere di.
Mentre un rapporto del Censis dice che gli italiani leggono sempre meno libri (e nemmeno è detto che sappiano far di conto) e uno dell'Istat sostiene che il dodici percento (12%) delle famiglie italiane non ha un solo libro in casa (uno solo, niente) perché "sono noiosi" e che il trentasette percento (37%) non ha letto nell'ultimo anno (sono venti milioni di persone), a me sapere che c'è gente come Franca conforta non poco. Franca ed io (e secondo me pure voi, che alle brutte leggete almeno i blog) siamo persone migliori di altri venti milioni. Guardate che non è bello da sapere, proprio zero, ma tocca farsene una ragione.
La bella persona di cui si parla oggi io non l'ho mai incontrata, so che si chiama Franca e dalla sua pagina aNobii che è sposata e vive a Milano, ma poco altro. E so di questa sua iniziativa. In parole povere, funziona così: voi scegliete un libro dall'ampio catalogo che trovate sul sito, lei ve lo invia per posta e (si presume) lo restituite dopo un mese. Vabbè, dite voi, ci arrivavamo dal nome del sito. Aspettate, che arriva la parte figa.
La parte figa sta in quel che Franca chiede in cambio: che sul libro prestato, quando torna al mittente (cioè a lei), sia scritta anche parte della vostra storia, oltre a quella già stampata in litografia offset. Sottolineature, annotazioni, biglietti del tram e cartoline allegate, tutto quanto possa raccontare di voi e di ciò che vi portate dietro nel mentre leggete il libro, che sia un istante appena trascorso o una vita intera, chissene.
Non so a voi, ma a me tutta la faccenda riempie di entusiasmo. Voi poi mi venite a rompere i coglioni che sono un illuso e un sognatore e penso di poter cambiare il mondo. Ma sapete che c'è, a me la fiducia la danno le persone così, pur non avendo mai avuto il piacere di.
Mentre un rapporto del Censis dice che gli italiani leggono sempre meno libri (e nemmeno è detto che sappiano far di conto) e uno dell'Istat sostiene che il dodici percento (12%) delle famiglie italiane non ha un solo libro in casa (uno solo, niente) perché "sono noiosi" e che il trentasette percento (37%) non ha letto nell'ultimo anno (sono venti milioni di persone), a me sapere che c'è gente come Franca conforta non poco. Franca ed io (e secondo me pure voi, che alle brutte leggete almeno i blog) siamo persone migliori di altri venti milioni. Guardate che non è bello da sapere, proprio zero, ma tocca farsene una ragione.
The taste of your poison
Non è vero che le pubblicità dell'ENEL non servono a una sega. Nello specifico, l'ultima serve a riascoltare e rivalutare il disco di un paio d'anni fa di Yael Naim. Far far, colonna sonora dello spot, è espressivamente densa di freschezza, in altre parole: è bella. E questa versione di Toxic, di britneyspearsiana memoria, si presta a mettere in risalto le qualità della cantautrice franco-israeliana.
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