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martedì 30 settembre 2008

Musica per l'inverno / Bon Iver

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[2] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


Non ci sono cazzi: se ti chiami Justin Vernon, se vieni dal nulla e hai scritto e interpretato le canzoni del forse disco più bello del 2008, se il tuo monicker è un'inglesizzazione di bon hiver (buon inverno) ma il tuo disco è uscito a Maggio, pochissimi cazzi, sei un genio.

Se con la tua musica riesci a far immaginare le foreste del Wisconsin anche a chi affacciandosi alla finestra non vede che palazzoni grigi, allora fai anche del bene all'umanità. Il genio benefattore in questione è Bon Iver, cantautore del, appunto, Wisconsin, che con il suo primo lavoro For Emma, forever ago ha scritto un importante capitolo nella storia del folk.

Il disco l'ho ascoltato attentamente n volte e non sono riuscito a trovare una canzone che sia una che non mi piace. Ma, a parte il grande valore del disco e l'immenso piacere che si prova nell'ascoltarlo le prime volte, il punto è un altro.

Il fatto è che io vivo in campagna e possiedo un caminetto, un caminetto capite? Sul caminetto ci sono poggiati dei libri. Trovatemi ora qualcosa di più bello da fare -da soli, intendo- che sedersi in poltrona davanti al caminetto acceso, mettersi a leggere dopo che è partita Flume, appisolarsi durante The wolves, risvegliarsi quando Justin Vernon sta finendo di cantare Re: stacks e attaccando con Wisconsin.

Voi trovatemela, poi ne parliamo.
Intanto buon ascolto.

Bon Iver - Lump sum [mp3]
Bon Iver - Blindsided [mp3]
Bon Iver - Re: stacks [mp3]
Bon Iver - For Emma (live) [video]
Bon Iver - The wolves (act I & II) [video]





Il post è stato scritto per Liberipensieri.net
lunedì 29 settembre 2008

Per grazia non ricevuta

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[2] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Un po' mi vergogno e un po' mi faccio schifo. Soprattutto, sta roba farà schifo a voi tutti. Ma non posso, capite?, non posso esimermi da mostrare una cosa che, come fa notare Dave, ridefinisce gli standard del trash.

Come se non bastasse l'agghiaccio che già provoca, parlano di beneficenza. Io ve lo ridico: parlano del calendario degli amici di Maria come di un'opera di beneficenza.

Qui la beneficenza, anzi, la grazia sarebbe toglierceli davanti per una decina d'anni. Almeno.
domenica 28 settembre 2008

On air

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[4] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Oggi pomeriggio potrei, e dico potrei, ritrovarmi in collegamento telefonico con Radio 2, a farmi prendere per culo da Marco Ardemagni, Sergio Ferrentino e Giorgio Lauro nel corso di Catersport. Ho detto potrei. In un non precisato istante tra le 14:53 e le 17.

Ma ve ne importa davvero qualcosa?
venerdì 26 settembre 2008

Stile milan

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[0] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
E' un gioco che un po' ci stufa. Gennaro Gattuso, detto Ringhio, Il mastino dei Baskerville, La tigre che ama la carne fresca, Graffio dell'anima, Raizuli il Magnifico signore del Rif, Aristogatto, Il Navajo, Protezione civile, Il vento e il leone, L'etiope, tutto ciò poi inventato da Carlo Pellegatti, dico Carlo Pellegatti quello della redazione sportiva e leccaculo di Mediaset, sarà sicuramente un giocatore arcigno e implacabile, nessuno vuole negarglielo. Un po' però ci ha rotto il cazzo con questa storia di dover ribadire ad ogni occasione che il calcio non è uno sport per signorine, che ci vogliono gli uomini veri, che bisogna avere due palle come mongolfiere, che l'omm' addà puzza'. E' una cosa un po' stagnante, farebbe meglio a rinnovarsi il personaggio.

Abbiati invece il cazzo ce l'ha proprio frantumato, con questa storia che del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica. Del fascismo rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra, ma mi piace la capacità che aveva di assicurare l'ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini. Primo c'è che non puoi scindere le varie cose, il fascismo è il fascismo, sennò fai come i poverelli che dicono che sono cattolici e credono in Dio, ma non credono nella dottrina della chiesa. Mica è un buffet che prendete un po' il cazzo che vi pare, cicci belli. Secondo c'è che se fosse stato in vigore il fascismo, col cazzo che te stavi facendo lo sgargiante sul magazine della Gazzetta. Dài retta, rimangiati tutto, hai visto mai ti prendono in parola.

Come in, come out

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[0] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


Poco tempo fa Junkiepop ha scritto una digressione storica sugli Oasis, parlandone con toni che quasi neppure il Papa con il Giubileo, ma nessuno starà qui a discorrere se abbia detto cose giuste o sbagliate, qui si segue la politica che ognuno sul suo blog scrive il cazzo che gli pare. Un mio amico, riferendosi al post in questione, sosteneva che “se hai un blog seguito, non devi scrivere puttanate”, potrebbe anche aver ragione, ma qui appunto non si abbraccia questa filosofia, anche perché di puttanate ne scrivo parecchie. Per restare in argomento, che sennò arriva Alessandro Raina e mi dice che sono capace a fare solo interminabili preamboli, credo personalmente che Standing on the shoulders of giants e Heathen chemistry siano due belle porcate, ma non è di questo che voglio parlare.

Voglio parlare dei fratelli Gallagher di oggi, anzi di domani, perché il disco in questione, Dig out your soul, non uscirà che il 7 ottobre. Il singolo The shock of the lightning l'ho sentito la prima volta in macchina di mattina presto, lo passavano su Radio Deejay immediatamente dopo aver messo su White winter hymnal dei Fleet Foxes, in uno di quei rari e brevi istanti in cui tutto sembra perfetto e vorresti soltanto che una mano che non c'è più si stringesse sulla tua quando la posi sul cambio. La sensazione immediata è stata che, dopo la delusione per Forth (singolone Love is noise escluso) dei Verve, il nuovo degli Oasis non mi avrebbe lasciato altrettanto l'amaro in bocca. Tutto confermato dall'ascolto dell'album. Sì, ci sono rinnovamenti, lo stesso Noel Gallagher lo ha detto, ma non aspettatevi grandi stravolgimenti e pretenziosi tentativi di destrutturare una formula che, per quanto di successo, rischia di diventare stantìa. No, sono sempre gli Oasis, quelli giusti, con le melodie giuste, i testi giusti, gli arrangiamenti giusti, i riff giustissimi, gli assoli brevi e precisi, i soliti pochi accordi, forse un po' più del solito ma sempre pochi, le variazioni che quando capitano sono giuste e al momento giusto. Tutto giusto e quando è così non c'è più il rischio che ci si avvolga su sé stessi e quindi ben vengano i rinnovamenti, se fatti con criterio. Mancano, almeno in parte, i ritornelli da cantare a squarciagola quando non ce ne si vergogna, ma canzoni come The turning e soprattutto Falling down sono di una bellezza che commuove, il singolo già citato lo sentiremo a lungo in radio, non soltanto di mattina presto. L'attesa, insomma, è stata più che ripagata e a 'sto giro Richard Aschcroft e soci non hanno retto – minimamente – il confronto. Qui mi fermo, qualcosa di più esaustivo lo leggerete di certo su Junkiepop, io vi lascio solo un paio di mp3 da ascoltare, ché alla fine tutte le parole che il blogger di turno può dire vanno al vento, la musica, direbbe John Cage, resta.

Intanto oggi su – lo direste mai? - Radio Deejay, ci sarà Liam Gallagher ospite a Tropical Pizza. Io non so dove mi troverò, ma chi può non se lo perda.

Oasis - The shock of the lightning [mp3]
Oasis - Falling down [mp3]
venerdì 19 settembre 2008

The ice is getting thinner

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[14] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Nell'ultima ora, dopo che tutto era successo, eravamo rimasti abbracciati in silenzio. Mi era sembrato di aver dimenticato quale fosse il suono delle nostre voci, finché mi hai chiesto:

- Sei felice?
- Fa caldo. Sto odiando questo caldo.
- Ricordo che quando stavi con lei odiavi il freddo. - non c'era bisogno di specificare a chi ti riferissi.
- Sarà che sono un rompipalle. Sarà che sono passati quasi due anni e sono cambiato. E che..
- E che non stai più con lei. - hai proseguito al mio posto.
- Già.

Hai fatto un mezzo sorriso e ti sei voltata dall'altra parte.
Ti ho accarezzato una guancia e ho cercato di farti girare nuovamente, per poterti guardare negli occhi. Potrei farlo per tutta la vita.

- Sai a cosa penso?
- Che sono uno stupido?
- No, penso che l'orgoglio ti abbia ferito al cuore e ti stia dissanguando. Credo che potresti dare ad una persona più di quanto lei possa sperare, di quanto oserebbe chiederti. Ma non lo fai perché hai paura che se ti fai coinvolgere da qualcuno, questo possa guarire quella ferita e non avresti più niente dietro cui nasconderti. E in questo modo allontani le persone che temi possano farti stare bene. Hai allontanato lei, allontanerai me.
- Appunto, che sono uno stupido.
- Pensaci. Aggiustati.

Io ci sto ancora pensando, ma è difficile, tremendamente difficile. Ho gli occhi chiusi e cammino alla cieca, per paura che riaprendoli ciò che vedo possa non piacermi.

It saddens me to say what we both knew was true
That the ice was getting thinner under me and you


Death Cab For Cutie - The ice is getting thinner [rapidshare]
giovedì 18 settembre 2008

Route of human being

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[8] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Con il lavoro che faccio mi capita spesso, anche troppo, di stare a contatto con la gente. Il che è mortificante per il genere umano, nei miei confronti. Non di meno lo è per me.

Che sono arrogante e presuntuoso mi viene ripetuto spesso, di conseguenza lo prendo per buono e lo do per scontato. Quanto segue non è, purtroppo, un fatto di opinioni, non si tratta di capire, non c'è niente da capire. Ci sarebbe, dalla parte opposta, da fermarsi a riflettere prima di parlare, per poi tacere nella maggior parte dei casi. Da questa parte, di nuovo la mia, la nostra, che molto spesso di assistere a tutto questo non ce lo meritiamo neppure, ci sarebbe da reagire, ma siamo stanchi, molto, troppo in realtà, quindi ci limitiamo ad abbozzare un sorriso ed incassare. Non ci sarebbe neanche da parlarne, ma va da sé che una valvola di sfogo, piccola, bisogna pure che ci sia se non si vuole scoppiare.

Mi soffermo quindi solo un attimo, non di più, ad accennare all'individuo, sedicente playboy, brutto (io sono un po' esteta, quindi la bruttezza, se accompagnata a tutto il resto, costituisce ulteriore titolo di sfavore), viscido, senza un minimo di vestito elegante (e con "vestito", voi sapete, non intendo proprio il vestito. Son metafore, suvvìa) che ieri si aggirava nello studio snocciolando ad un volume di svariati decibel battute a doppio e triplo senso, nonché aneddoti sui suoi gusti sessuali e sulle sue innumerevoli conquiste tra le ragazze di tutta Italia, mica una al giorno, macché, una al mattino e una la sera, possibilmente lontano dai pasti. Che ha passato una mezz'ora buona a cercare di convincermi ad andare in giro con lui, che aveva da farmi conoscere una uagliotta, a me, che quando mi capita di ascoltare esternazioni come "tengo una uagliotta per le mani", "andiamo a conoscere quelle due bargigie", mi sale il sangue -tutto- al cervello e mi viene voglia di inchiodarmi i testicoli ad una seggiovia e farmi portare su e giù almeno fino all'estinzione del genere umano.

Voi mi direte che basterebbe ignorare, io dico un paio di palle, almeno finché non divento zen, ché questa è la gente che poi va nelle discoteche e trascina le minorenni in bagno e le fa impasticcare, che per strada fischia alle ragazze altrui e nei locali approfitta della confusione per toccare più culi possibile. E per lo più è gente che poi occupa posti di rilievo nella società.

No, a forza di ignorare ci stiamo costruendo questa Italia vomitevole, basta ignorare, da adesso facciamo che la prima volta registro, la seconda sono calci in culo. Per questa e quell'altra e col resto.
mercoledì 17 settembre 2008

Quando ci vuole

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[5] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
"Metto all'asta la mia verginità per un milione di euro. Voglio proprio vedere se c'è qualcuno che tiri fuori questa somma per avermi". Questo l'annuncio scandalo di Raffaella Fico, 20 anni, showgirl ed ex-concorrente dell'ultima edizione del "Grande Fratello"

Ma
vai
a
cagare.

martedì 16 settembre 2008

Morning glory assault

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[6] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Per chi non l'avesse ancora visto:



Notare il placcaggio -da manuale- dell'addetto alla security che spunta dal lato del palco. E Liam che sembra seriamente intenzionato a farsi giustizia da solo.
lunedì 15 settembre 2008

Disgusto e vomito

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[6] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Passo al volo da Black Cat e leggo sta roba. Da restare allibiti, se non avessi assistito a scene simili con i miei stessi occhi:

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente”.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma.
domenica 14 settembre 2008

Tutto più chiaro che qui

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[4] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Non c'è modo di spiegare il vuoto che lascia - all'umanità - la morte di David Foster Wallace. O meglio, l'impiccagione di David Foster Wallace, ché la morte, quella capita. Questo suicidio faticherò a spiegarmelo. Ed anche a realizzare.

L'amore non guasta

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[4] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Jonathan Coe - "L'amore non guasta"

Immagine di L'amore non guastaMah.
Aiutatemi, perché io non ci arrivo: o ero con la testa da tutt'altra parte e non ci ho capito un bel niente, oppure questo libro non vale davvero quattro soldi. E' stata la mia introduzione a Jonathan Coe e non poteva essere peggiore. Inutile fino al midollo. Non dico per gli altri, ché un libro lo scrivi innanzitutto per te. Ma cosa ci avrà trovato Coe nella stesura di questo romanzo? La narrazione è sfilacciata, a tratti pare sia stato scritto con una pistola puntata alla testa. Ed è grave, trattandosi di uno dei primi lavori. Mi aspettavo molto di più da uno scrittore di cui tanto avevo sentito parlare, spero che nei romanzi successivi sia migliorato, ma non so se sarò tanto debole da cascarci nuovamente.. [aNobii]
sabato 13 settembre 2008

It's a rainy day

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[2] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


The Jayhawks - Save it for a rainy day
mercoledì 10 settembre 2008

Buona fine del mondo (black hole)

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[5] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


E, come prova, poco fa c'erano i Fleet Foxes su Radio Deejay.
martedì 9 settembre 2008

L'estate, i concerti: Balkan Beat Box

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[11] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!


Vi dicessi che ero armato dei migliori propositi, vi direi una cazzata. Con la musica folk non ho, almeno non più, un rapporto idilliaco. Perché quella che mi capita di ascoltare dal vivo è perlopiù italiana o è passata attraverso il filtro della mortificazione italiana. Diventa tutto (e con tutto intendo che è esclusivamente quello) un beviamo, facciamoci le canne, balliamo, dormiamo con i cani, vomitiamo sulla gente e via discorrendo. In altre parole, è stata fatta diventare roba da punkabbestia e io - lo sapete - coi punkabbestia vado pochissimo d'accordo.

Capita poi di andare, per la prima volta in undici anni, all'Ariano Folk Festival. Ariano Irpino, va detto, è un bel posto: un paesone di più di ventimila abitanti, la cui architettura mi è sembrata perlopiù sostenibile e i cui indigeni hanno dimostrato cordialità non fittizia. Il festival è organizzato benissimo, tutto sembra funzionare alla grande. C'è tanta gente, ma quando vai a prendere una birra non trovi fila e se la trovi viene smaltita velocemente. All'entrata controllano che non porti con te recipienti in vetro, e se li porti mica buttano via tutto o ti costringono a tracannare, no, provvedono a travasare in più idonei contenitori in plastica. Le ragazze poi, e questo salta subito all'occhio, sono tutte bellissime, non scherzo, non sto facendo il paraculo, è davvero così e se ormai sull'argomento non mi considerate più credibile in quanto troppo facilmente infiammabile, chiedete a chi c'è stato.
Ma non è di tutto questo che volevo parlarvi, tantomeno delle conoscenze fatte e di un numero di telefono che il mio cellulare ha dimenticato di memorizzare (immagino non ci sia bisogno di specificare che la lucidità del sottoscritto non era proprio al 100%), impedendomi di mantenere la promessa fatta, "ti chiamo".

Volevo parlare del fatto che c'è uno degli organizzatori che, nel corso dell'anno, va scovando in giro per il mondo band che qui altrimenti non sentiremmo mai neppure nominare. Nelle due sere che sono stato al festival ho visto cose belle e cose meno belle. Una di quelle belle, ma parecchio, è stato il concerto dei Balkan Beat Box. Che sono tanti e vengono da Brooklyn, ma americani non lo sono neanche un po'. O forse solo un po'. Di balcanico poi la loro musica ha in realtà soltanto dei campionamenti, tappeti sonori su cui basso, chitarra, sax (due), batteria, percussioni e tutto il resto si muovono con energia. Tomer Yosef trascina la folla che risponde bene. Vale la pena andarli a sentire dal vivo, su disco no, che non rendono il dovuto. Quindi non vi lascio né mp3 né niente del genere, soltanto il consiglio di fare un salto ad un loro concerto e se rimarrete delusi potrete vendicarvi mandandomi i vostri amici grandi e grossi che mi guardano male e gli puzza il fiato.

L'articolo è stato scritto per Liberipensieri.net
venerdì 5 settembre 2008

Riappropriarsi degli spazi

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[8] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Io ricordo distintamente che tempo fa, dico anni, ne avevo già parlato. Con me anche un amico, il cui blog purtroppo non è più attivo.
Il Rasterbator è un software semplicissimo da utilizzare, che in soldoni funziona così: acquisisce un'immagine qualsiasi, la rasterizza (ne crea, cioè, una versione vettoriale, qui una descrizione tecnica del tutto) e genera un file pdf dell'immagine rasterizzata nella dimensione voluta (più grande è l'immagine, più pagine ha il pdf), che può essere anche enorme, facilmente stampabile in tipografia o anche in copisteria se non a casa.

Detto questo, la figata sta nella romantica idea di potersi riappropriare degli spazi in maniera semplice e rapida, di dedicare una fetta delle nostre città a noi stessi. Senza dover necessariamente essere writers -veri o sedicenti- e tantomeno vandali. Basta la fantasia e qualche foglio di carta. Un mio amico lo ha già fatto, tra l'altro portando avanti una causa di grande attualità e riscuotendo consensi un po' ovunque. Molti hanno fatto anche di meglio, sul sito del software c'è un'ampia gallery.

Riappropriamoci dei nostri spazi!










mercoledì 3 settembre 2008

Ma date almeno il tempo!

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[6] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Primo bug trovato alla velocità della luce.
lunedì 1 settembre 2008

Strafatti di poesia

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[2] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
In questo articolo c'è tutta l'essenza di dove vada il giornalismo oggi e di cosa sia diventato (o rischi di diventare) il calcio grazie a processi e bombardamenti mediatici. D'accordo che è una webzine della cippa, ma non credete: l'andazzo è lo stesso anche sulle cosiddette "testate nazionali".

Non è successo niente

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[3] scleri di ignari passanti, contribuisci allo sclero!
Niente. Né più né meno di una carrettata di tifosi napoletani che si impadroniscono di un treno. Di una manciata di altri viaggiatori costretti a scendere o "invitati" da Trenitalia a trovare soluzioni alternative. Di un governo che mette l'esercito nelle strade e di un esercito che non va a colpire in faccia gli ultrà con il calcio dei fucili (chiamatemi fascista, se vi fa sentire meglio). Di un po' di casini allo stadio e alla stazione Termini. E delle solite frasi fatte di cui ci si dimenticherà in un paio di giorni.
Insomma, niente di nuovo, tutto regolare. Bentornato campionato.

L'articolo è stato scritto per Liberipensieri.net