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martedì 9 settembre 2008

L'estate, i concerti: Balkan Beat Box

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Vi dicessi che ero armato dei migliori propositi, vi direi una cazzata. Con la musica folk non ho, almeno non più, un rapporto idilliaco. Perché quella che mi capita di ascoltare dal vivo è perlopiù italiana o è passata attraverso il filtro della mortificazione italiana. Diventa tutto (e con tutto intendo che è esclusivamente quello) un beviamo, facciamoci le canne, balliamo, dormiamo con i cani, vomitiamo sulla gente e via discorrendo. In altre parole, è stata fatta diventare roba da punkabbestia e io - lo sapete - coi punkabbestia vado pochissimo d'accordo.

Capita poi di andare, per la prima volta in undici anni, all'Ariano Folk Festival. Ariano Irpino, va detto, è un bel posto: un paesone di più di ventimila abitanti, la cui architettura mi è sembrata perlopiù sostenibile e i cui indigeni hanno dimostrato cordialità non fittizia. Il festival è organizzato benissimo, tutto sembra funzionare alla grande. C'è tanta gente, ma quando vai a prendere una birra non trovi fila e se la trovi viene smaltita velocemente. All'entrata controllano che non porti con te recipienti in vetro, e se li porti mica buttano via tutto o ti costringono a tracannare, no, provvedono a travasare in più idonei contenitori in plastica. Le ragazze poi, e questo salta subito all'occhio, sono tutte bellissime, non scherzo, non sto facendo il paraculo, è davvero così e se ormai sull'argomento non mi considerate più credibile in quanto troppo facilmente infiammabile, chiedete a chi c'è stato.
Ma non è di tutto questo che volevo parlarvi, tantomeno delle conoscenze fatte e di un numero di telefono che il mio cellulare ha dimenticato di memorizzare (immagino non ci sia bisogno di specificare che la lucidità del sottoscritto non era proprio al 100%), impedendomi di mantenere la promessa fatta, "ti chiamo".

Volevo parlare del fatto che c'è uno degli organizzatori che, nel corso dell'anno, va scovando in giro per il mondo band che qui altrimenti non sentiremmo mai neppure nominare. Nelle due sere che sono stato al festival ho visto cose belle e cose meno belle. Una di quelle belle, ma parecchio, è stato il concerto dei Balkan Beat Box. Che sono tanti e vengono da Brooklyn, ma americani non lo sono neanche un po'. O forse solo un po'. Di balcanico poi la loro musica ha in realtà soltanto dei campionamenti, tappeti sonori su cui basso, chitarra, sax (due), batteria, percussioni e tutto il resto si muovono con energia. Tomer Yosef trascina la folla che risponde bene. Vale la pena andarli a sentire dal vivo, su disco no, che non rendono il dovuto. Quindi non vi lascio né mp3 né niente del genere, soltanto il consiglio di fare un salto ad un loro concerto e se rimarrete delusi potrete vendicarvi mandandomi i vostri amici grandi e grossi che mi guardano male e gli puzza il fiato.

L'articolo è stato scritto per Liberipensieri.net

11 scleri di ignari passanti:

Oscar ha detto...
9 settembre 2008 13:50

se la tua lucidità non era al 100% significa che anche tu bevi e ti fai le canne.

wawa ha detto...
9 settembre 2008 18:09

quindi ti possiamo chiamare folk? (nn azzerderei mai a chiamarti punkabbestia :P).

- Schiphol - ha detto...
9 settembre 2008 19:14

Si... anch'io gli avevo promesso che lo avrei richiamato... a babbo natale...

kontrasto ha detto...
9 settembre 2008 20:56

Oscar, è proprio lì il punto. Mica sto facendo discorsi moralisti su alcol e droga. Vabbè, canne. Sto dicendo che alcol e canne diventano, in un'ottica caciarona del cazzo, gli unici elementi dei concerti di musica folk in Italia. E tutto il resto, a partire dalla musica, conta poco e niente.

Laura, tu provaci a chiamarmi punkabbestia e vedi.. ;)


Schiphol, fosse stato Babbo Natale avrei saputo come reperirlo, almeno.

grace ha detto...
10 settembre 2008 17:23

concordo: grande conferma l'Ariano Folk Festival e grande sorpresa i Balkan Beat Box.e soprattutto alla fine dell'estate.quando oramai non ti aspetti più nulla,nè musica nè tantomeno numeri di telefono.la prossima volta consiglio dosi più controllate.oppure fatti fare uno squillo chè il numero ti resta memorizzato in automatico.funziona,garantito.

kontrasto ha detto...
10 settembre 2008 18:12

Eh, ma se avessi saputo che avrei sbagliato a memorizzare, chiaro che mi facevo fare lo squillo. Mi vale da lezione. Per la prossima volta. Se ci sarà, una prossima volta..

- Schiphol - ha detto...
11 settembre 2008 11:57

Volevo dire che i casini capitano sempre sotto le feste... o al massimo il giorno dopo, quando sei ancora troppo ubriaco per pensare a cose di un certo livello...
P.S.: Vuoi dirmi che ho forse trovato un modo per chiedergli come mai ha sospeso la consegna di regali di natale presso di me??

tokombo ha detto...
11 settembre 2008 13:28

dovrebbe essere tutto un pò meno lontano e un pò più accessibile...ma forse chiedo troppo e poi scompare la poesia ;)

ciao kontrabbestia (tanto lo sanno tutti che hai i rasta lunghi fino alle ginocchia e il tuo cane ti sbava sul collo)

kontrasto ha detto...
11 settembre 2008 23:29

Non ho un cane, ma se ce lo avessi ti farei mordere le caviglie e pisciare sulle scarpe. E vediamo.

- Schiphol - ha detto...
12 settembre 2008 10:32

Se vuoi te lo presto io per l'occasione... il cane intendo.

tokombo ha detto...
14 settembre 2008 11:36

ehehheehe...x mordere già c penso il mio :P

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