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giovedì 20 marzo 2008

Ein kulo kozì

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Purtroppo è impossibile non confermare quanto già detto da qualcuno: 'sto papa non ci ha convinto neanche un po' con quanto ha detto sulla questione tibetana.
Diciamoci la verità, le aspettavamo un po' tutti, credenti e non credenti, le sue esternazioni. Dopo tutta la determinazione dimostrata quando si è trattato di lotta all'aborto, di difesa delle cariche ecclesiastiche, di ingerenza politica, ci si aspettava che per fatti umanitari così gravi tirasse fuori due palle non indifferenti e facesse il giusto cazziatone a chi se lo fosse meritato.
E invece: "prevalga la tolleranza". Come dire "cazzi loro, io c'ho le mie cose qua".
E dalla Cina rispondono: "nessuna tolleranza". Come dire "cazzi nostri. Pensa ai fatti del paese tuo che state pure combinati male". Per inciso, il paese suo non è la Città del Vaticano, è l'Italia. Perché diciamocelo, la Chiesa ormai altro non è che una frangia della politica italiana, solo che ha molto più potere di tutti gli altri partiti dal momento che mette mano un po' ovunque.

4 scleri di ignari passanti:

italianovero ha detto...
20 marzo 2008 11:08

Come la metti la metti sappi che alla fine ti ci rodi solo il fegato.......

stefagnna ha detto...
20 marzo 2008 11:23

Si, sono d'accordo cn te! Ma x me ci vuole tolleranza...come dire "quello che dice dice a me comunque non piace, ne ha dette già troppe di cavolate!"

kontrasto ha detto...
20 marzo 2008 11:31

@Stefania: quindi sei anche tu "prevalga la tolleranza".
Io invece sono "facciamogli un culo così". Andasse a predicare merdate altrove. Ma con le ossa rotte, se le merita. Voi donne dovreste essere le prime.

@italianovero: spiegati meglio.

Anonimo ha detto...
20 marzo 2008 14:59

...che se ne vada davvero a fanculo...
and
www.wrong-.splinder.com

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