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lunedì 3 novembre 2008

Mi chiedevo

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Ma davvero il cantante dei dARI ha ventotto anni?

Sulla recensione di Rockit in questione, che ha fatto un po' parlare, direi: è un sacco paraculo, proprio del tipo vorrei, ma non posso. Stroncare un disco, dico, questo disco. Ché io, figuratevi, mi vergogno anche solo a mettere l'etichetta "musica" a questo post (ma lo faccio, per doveri di archiviazione), perché quella non è musica, è merda, e, come ha detto qualcuno, "la merda è merda e va sciacquonata nel water".

Viene anche da chiedersi se a Rockit, di cui alcuni dei "vertici" io ho conosciuto e sono persone che rispetto e stimo, non ci si sia però bevuto qualche cervello di troppo. Da un punto di vista di scelte redazionali. Perché non c'è, inutile provarci, ironia nella recensione, come non c'è alcuna provocazione nel progetto dei dARI, soltanto parecchia pena.

Il videomanifesto di Carlo Pastore, per cui si è sollevato un altro polverone (poi..), particolarmente brillante la parte con Germania - Italia.

6 scleri di ignari passanti:

Luca ha detto...
3 novembre 2008 21:28

Bella la scena tratta da "I Cento Passi". ;)

ilaria ha detto...
3 novembre 2008 21:34

progetto?me lo chiami progetto????

Elena ha detto...
6 novembre 2008 16:50

--quoto:
Solo una piccola risposta a chi dice che "basta una recensione dei dari a mandarci tutti in cortocircuito" o che "ci prendiamo troppo sul serio" o ancora che "manchiamo di senso dell'ironia".
Io vorrei far notare che, innanzi tutto, nei dari non c'è nessuno spirito di provocazione o gusto del trash fine a sé stesso. E' semplicemente merda come ce n'è troppa in Italia.
Detto questo, se la recensione è ironica, allora non s'è capito. E quindi non è una buona recensione. Se la recensione vuole dire esattamente quello che c'è scritto, ovvero che i dari sono un gruppo da ragazzine che fa canzoni penose con liriche agghiaccinti, ma che hanno comunque un loro perché, allora si sta confermando l'ipotesi che Rockit non è più quello di una volta, e non rispondetemi che ci si deve rinnovare e non restare sempre ancorati alle origini, non parlo di questo, parlo di una filosofia e uno spirito che c'era alla base e che noi, poveri fessi che non consideriamo "geniale" o "magistrale" questa recensione, ancora speriamo di trovarci.
Se la recensione è un modo per ridere, scusatemi, ma io qui non sono in cerca di cabaret, se voglio ridere cerco "Zelig" su Youtube, e anche là.. Una stroncatura con le palle di un disco del panorama indipendente, anche sconosciuto ma perlomeno di una scena a cui apparteniamo, scritta come si deve, questo ci vorrebbe, non il cabaret del cazzo. Poi è chiaro, liberissimi di fare ciò che vi pare, magari non di trattarci da idioti perché ancora su questo sito cerchiamo la buona musica e uno spirito che non c'è più. Così come noi siamo liberissimi di non tornare, ma non di dirvi cosa dovete fare. Però le considerazioni personali, perlomeno, spero siano permesse e ben accette.
--

L'hai scritto tu,no?
Bravissimo!!!!

kontrasto ha detto...
6 novembre 2008 17:50

Sì, Elena, scritto io.. Poi la discussione si è anche evoluta.
Grazie :)

bha ha detto...
6 novembre 2008 18:31

tu hai fatto bene, hai scritto cose giuste, hai solo usato toni troppo pacati per una cosa del genere.

Elena ha detto...
7 novembre 2008 22:30

Sandro, questo è un discorso vecchio come il mondo; la storia che finché si fa quello che gli altri si aspettano i sussulti sono pochi è risaputa. E credo anche inevitabile (anche se, onor del vero, qui si sono accesse non poche discussioni anche sui Jennifer Gentle, i Thrangh, i Giardini di Mirò e parecchie altre robe). Da qui, capisco anche la giusta voglia di rinnovarsi e cambiare qualcosa. Anzi, è una cosa che apprezzo. Il punto è che, come diceva questo sopra di me, c'erano un sacco di robe da poter fare per raggiungere questo obiettivo, piuttosto che recensire i Dari. Capiteci se ce la prendiamo un po' male, i Dari sono un qualcosa che va troppo al di là, molto più anche dei Vanilla Sky e di Giusy Ferreri, di quello in cui crediamo. Che poi è la buona musica, mica le mine antiuomo; voglio dire, non linciateci per questo.

Per il resto, il punto del mio discorso era anche un altro: non è possibile che ogni volta che si dissente, in maniera più o meno educata e pacata, si viene bollati come snob e tutto il resto e un'intera redazione dà addosso all'untore di turno. Anche perché non è che tutti sono di quelli che rompono per il gusto di farlo e su qualsiasi argomento, a me per esempio è piaciuto il video di Carlo Pastore (e, per tornare al discorso di prima, no, non ho commentato per appoggiarlo, forse a torto, ma non per snobismo, semplicemente ho apprezzato e me lo sono tenuto per me) mentre non ho condiviso per niente la scelta di dare tanto spazio -in rilievo- (che poi è questa la cosa peggiore) ai dARI. Il fatto che in Rockit qualcosa rispetto al passato stia cambiando penso sia innegabile, il punto è capire se è qualcosa di positivo o di negativo. E su questo inevitabilmente ci saranno opinioni contrastanti che, a mio parere, andrebbero accolte tutte. Poi è chiaro, se arriva uno e dice a sproposito "rockit merda vaffanculo", manco stesse parlando dell'Inter, allora è bene ignorarlo.

Capi'?
Statemi bene.
--

pure questo!HAi ragionissima!!11!!!

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