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domenica 13 dicembre 2009

Presents are not to be destroyed

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La persona che ami è fatta per il 72,8% d'acqua e non piove da settimane.

Il tuo posto preferito è costeggiato da una strada che ha l'odore delle cose trascorse. Anche se è la provinciale che unisce due paesi, pare sempre che a momenti debba passare un Giro d'Italia che nessuno si calcola, qualcuno la mantiene vuota per te. E' di quelle strade ai margini delle quali ogni tanto spunta qualche frazione, sette case e una cappellina con gli orari delle messe scritti a penna nella grafia incerta degli anziani.

Quando sei nel tuo posto preferito pensi al passato remoto. A quando avevi diciott'anni e vivevi i primi mesi in una città mediamente lontana e troppo grande per essere vissuta. A quando riuscisti per settimane a resistere senza tradire la ragazza che ti faceva battere il cuore, e ci cascasti proprio il giorno prima di tornare a casa, nella squallida stanza di una freakkettona, con Bob Marley a palla. Al momento in cui rivedesti lei e nessuno ti aveva consegnato il copione, non avevi ripassato le battute. Agli alibi che avresti potuto darti, se mai fossi stato abbastanza gentile con te stesso.

Quando percorri la strada che dal tuo posto preferito ti riporta a casa, pensi al passato prossimo. Alla sera in cui sei stato preso da quella tenerezza che si manifesta soltanto quando la felicità potrebbe uscirti dagli occhi e dalle orecchie. A quando hai visto per la prima volta quell'incedere veloce che sembra voler dissimulare insicurezza, quel guardarsi intorno di chi non riesce a rassegnarsi all'incomprensibilità delle cose e si aspetta sempre l'imprevisto. A quanto ti sei allontanato dalla realtà.
E potresti finalmente accorgerti (ma ancora c'è tanto che non hai capito, e quindi non te ne accorgi) che dovrebbero essere gli ultimi pensieri che dedichi a quel passato prossimo e sbagliato, tutto sbagliato. Perché è vero, i regali non c'entrano, non hanno colpe e non si buttano via. Ma neppure le vite degli altri.




Fever Ray - Keep the Streets Empty For Me [mp3]

4 scleri di ignari passanti:

federica ha detto...
13 dicembre 2009 20:24

amo questo blog e questi post che uniscono immagini, musica e parole per portarti in un altro mondo!

Anonimo ha detto...
13 dicembre 2009 22:34

ho riletto almeno dieci volte tutto...e...brividi!sarà che mi ci ritrovo spesso in quello che scrivi...sarà che il Natale mi ha sempre resa particolarmente malinconica e non riesco a leggere in maniera distaccata...o forse semplicemente il mio passato prossimo ancora non riesce a staccarsi dal mio presente...i confini non sono ben definiti...e io non riesco a definirli....
il mio posto preferito è a due metri da qui,dove sono cresciuta,dove ho imparato a pattinare,ad andare in bici...è il posto che raccoglie i miei fantasmi e i miei ricordi e...tra un pò ti odierò...perchè mi fai pensare anche quando non voglio farlo...e mi fai piangere sempre....devo iniziare a disertare il tuo blog e tutto quello che scrivi... :))
sei sempre infinito...in quello che pensi e che scrivi...ed è bello.
quindi...nonostante il mio essere piagnona...merci!

m&z

joujou ha detto...
15 dicembre 2009 12:00

ti scrivo con costanza, ricevendo la ricompensa che merito.
unico rimpianto, non averti vissuto. ma si sa, ognuno è l'artigiano di sè.

e io non sono mai stata brava neppure col Das che mio padre mi regalava da bambina.
.
.
je regrette.
g

kontrasto ha detto...
15 dicembre 2009 22:42

This scar is a fleck on my porcelain skin
You tried to reach deep but you couldn't get in
And now you're outside me you see all the beauty
Repent all your sin

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