a 2.0 inspiration by Umberto Di Lorenzo | home | internozero

Speaking out to a wall of silence

La scheda per votare ai Macchianera Blog Awards 2008 è incredibilmente noiosa, quanto il cinema Nouvelle Vague d'altri tempi. Non che trovi utile la cosa, ma per quanto mi riguarda mi aspetto almeno quattro o cinque voti, dalle mie fan più accanite.. ;)

Che brutte figure



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Del saper fare advertising / 2

Più terra terra del precedente, ma altrettanto geniale.

Le olimpiadi che ci piacciono (tanto)











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Small change

Come Oscar ha prontamente notato, ho cambiato qualcosina qui sopra.
A parte le questioni di layout (pare funzioni tutto con Firefox, IE 7 e Safari, ancora qualche problemino con IE 6. Ma io dico, perché perché -perché?- la gente ancora usa IE 6?), ciò che voglio segnalare è che finalmente è stata risolta una delle cose più fastidiose legate a Blogger Beta: la pagina dei commenti disponibile solo in una finestra popup o comunque in una pagina scollegata dal resto del blog. Ora andando in Impostazioni -> Commenti è possibile scegliere la posizione del modulo dei commenti "Incorporato sotto il post".
Godiamone, era ora.

PS: ho tolto quella roba a lato che voleva fare tanto figo e invece pare abbia fatto cagare a tutti. Irriconoscenti.

Il laureato / La donna di scorta

Narayan Rasupuram K. - "Il laureato"

Di buono c'è che finalmente è un libro che parla dell'India senza soffermarsi su Gandhi o Madre Teresa di Calcutta. Una parte di India vista dagli occhi di un normale ragazzo indiano.
Di brutto c'è che la scrittura è abbastanza insipida, non ci sono frasi memorabili da scolpire nella mente. Domani non ne ricorderò neanche una. E' che qualsiasi cosa, dall'incontro del circolo di Storia ai sentimenti provati, viene descritta con la stessa costante monotonìa. Come se fosse una notizia ANSA.
E anche la storia, in fin dei conti, non è poi granché.




Diego De Silva - "La donna di scorta"

Di buono qui c'è tutto, dall'inizio alla fine. 150 pagine dense come fossero il triplo. Questo libro è la descrizione di un sentimento vivo e irrinunciabile. Che poi comprende un po' dei sentimenti che ognuno di noi ha vissuto.
La cura nei particolari è a tratti quasi commovente, ma non eccede mai. Non si ha l'impressione che si tenti di allungare il brodo. Alcuni passaggi sono da leggere e rileggere fino a non poterne più.
Diego De Silva qui dimostra di essere un narratore eccezionale e forse uno dei più sottovalutati in Italia.

No soy un libertador

A Catania è stata tolta la custodia di un sedicenne alla madre, poiché frequentava nientemeno che luoghi di ritrovo giovanili dove è diffuso l'uso di sostanze alcoliche e psicotrope, ovvero in parole povere dove si beve birra e si fuma erba. E anche perché aveva la tessera di Rifondazione Comunista e un faccione di Che Guevara stampato non ho capito se su qualche poster o qualche maglietta. Il sedicenne tra l'altro pare somigli a Riccardo Scamarcio, che sarebbe un po' il motivo per cui andrebbe tolto anche al padre e chiuso in una casa circondariale.
Prevedo tempi di duro lavoro per i servizi sociali.

Just to keep you near

Questo è il classico post da amo l'estate e da verrà settembre e avrà i tuoi occhi. Ovvero, questo agosto ci ha un po' rotto le palle.
Ciò detto, il punto della situazione verrebbe riassunto da una ragazza che conosco (o, secondo lo spirito di quanto segue, che credo di conoscere) in questo modo: che a volte ci si conosce da vent'anni e soltanto di vista. Una persona puoi fartela in testa un po' come ti pare e a seconda di quanto sei bravo magari ci becchi pure, almeno finché non c'è quella singola parola, quel singolo gesto, quel singolo movimento della mano atto a gettare i capelli dietro l'orecchio o ad aggiustare una spallina che se ne va per conto suo. Che ti cambia tutto. Non soltanto lei, la persona in questione, ti cambia il mondo.
Ed è lì che un po' ti sembra di impazzire, perché daresti l'anima per poter tornare a capirci qualcosa, anche a costo di incellofanare tutto dentro modi d'essere preconfezionati. Ma non c'è modo di farlo, ed è la cosa più bella.

Nessun disegno

Guardami. Perché per queste cose mi devi guardare negli occhi. Non esiste che te ne stai lassù a sbirciare con il ghigno e lo sguardo di quelli che io-ne-so-a-pacchi e invece non hanno capito un cazzo. Voglio vedere l'espressione che hai quando fai cose del genere. Se hai il coraggio di ghignare, guardandomi negli occhi.

Non venitemi a dire, tu e i tuoi gregari, che c'è un disegno. Perché non c'è. Ché un bambino di cinque anni (dico cinque) non fa parte di nessun disegno. Lo sanno addirittura alcuni mafiosi che con i bambini non ce la si prende. Sono piccoli e ti guardano indifesi, tu sei onnipotente, insomma lo avresti dovuto capire da solo. Non c'è disegno del cazzo che tenga. Sai che quando le cose erano sembrate mettersi bene ringraziava tuo figlio, Gesù, grazie per avermi dato una famiglia che può guarirmi. Non ti è bastato questo. Tu vedi un disegno un po' ovunque, anche in un bambino di cinque anni che ne ha trascorsi tre fra sedute di chemioterapia e camere sterili. E fai come cazzo ti pare. O forse no, che diciamoci la verità, qui ti è sfuggita un po' tutta la situazione di mano, ci sono i peggiori farabutti che fanno la bella vita, mentre gente che avrebbe bisogno sempplicemente di una botta di culo -piccola- affronta sofferenze terribili.

Io, perdonami, sto parlando da solo. Ma queste sono le volte in cui vorrei credere che esisti, per poterti afferrare per il bavero della giacca costosa che indossi e sbatterti a terra. Dirai: e vabbè, tu intanto perdi tempo col blog. Ma io questo ho, non sono un medico, né un santo, posso solo sfogarmi e sperare, ho un blog e uso questo. E vaffanculo.

italiangazing

Si diceva: si può essere Italiani e fare shoegaze come Cristo comanda?
A parte la promessa Sea Dweller, il cui demo non è male, ma da cui ci si aspetta una conferma sulla lunga distanza e personalmente anche live (un resoconto positivo è stato scritto un po' di tempo fa da JunkiePop). Che poi sta proprio qui il problema: in Italia quanti sono i posti con un impianto adeguato per un concerto shoegaze? Comunque dicevo, a parte i Sea Dweller, ci sono i København Store, niente male il disco, il live uhm.
Poi oggi mi capita per caso sotto il naso la recensione entusiastica di Ondarock dei romani Klimt 1918. Sotto il titolo del disco c'è scritto shoegaze-rock.
Uao, penso.
Poi si citano gli U2, i Deftones, gli Interpol..
E in effetti è più azzeccato l'accenno alle suddette influenze (i Deftones oddio) che l'annoveramento tra la schiera dei nobili shoegazer. Ora mi resta solo da chiarire se li trovo accettabili o mi fanno cacare.

Nemmeno il mio respiro

Fa un caldo che strappa le forze. Sei lontana centinaia di chilometri che dovrò percorrere bendato e solo. Ogni tanto ti cerco nei luoghi dove sei stata e nelle cose che hai toccato, trovo soltanto il tuo odore diviso in due e l'immagine della linea dei tuoi fianchi. Li porto sempre con me, come nemmeno il mio respiro.

Abbiamo un po' esagerato

Con questa cerimonia di apertura, dico. Di tutto un po' troppo. Un'ostentazione di grandezza mentre in Tibet tutto è come sempre e in Georgia scoppia una guerra civile.

Ah, i cronisti Rai hanno citato, al passaggio della rappresentativa islandese, non Grímsson e Haarde, ma Björk e i Sigur Rós. O tempora, o mores!

Clicks and hisses



Su Shoegazer Alive 2, dai demo inediti degli Slowdive alla discografia di Jesu, passando per i live dei My Bloody Valentine e le prime robe dei Verve (sooo shoegaze).
Still gazing..

Wiimuzik

Jukka ci svela cosa utilizza Martin Gretschmann dei Notwist nei live della band tedesca: un Lemur e due controller Wii. Io ci aggiungo che Max non è proprio un software per fare musica, bensì un ambiente di sviluppo. La cosa è una figata pazzesca, anche se estremamente geek, forse troppo anche per noi.